Luglio 6, 2026
scopri come funziona il reddito di inclusione, i requisiti per ottenerlo e chi ha diritto a questo sostegno economico fondamentale in italia.
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Come funziona il reddito di inclusione e a chi spetta

Nel 2026, il reddito di inclusione (ADI) resta una parte chiave delle politiche mirate a contrastare povertà ed esclusione sociale, offrendo sia un sostegno economico sia un percorso di inclusione sociale e professionale per le famiglie vulnerabili. L’ADI è stato introdotto dal decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, e successivamente modificato dalla legge 3 luglio 2023, n. 85, per sostituire formalmente il reddito di cittadinanza e affiancarsi al supporto per la formazione e il lavoro (SFL). In quest’anno di rinnovate prospettive, la misura prevede un sostegno strutturale, con due componenti distinte e condizioni di accesso che incentivano l’attivazione personale e dei nuclei familiari nell’insieme. L’obiettivo è accompagnare le famiglie in difficoltà verso una stabilità economica e un percorso di inclusione lavorativa, tenendo conto della varietà delle situazioni familiari e delle esigenze territoriali.

En bref

  • reddito di inclusione (ADI) come strumento di inclusione sociale e sostegno economico per famiglie vulnerabili in situazioni di povertà.
  • quota A che integra il reddito familiare fino a una soglia stabilita e di una quota B destinata alle abitazioni in locazione.
  • ISEE non superiore a 9.360 euro e alcuni requisiti specifici legati a disabilità, minori, età o condizioni di svantaggio.
  • guida su aiuti alle famiglie offre esempi pratici di calcolo e requisiti, mentre soluzioni per reddito singolo approfondisce scenari di accesso e sostegni correlati.
scopri come funziona il reddito di inclusione, chi può beneficiarne e quali sono i requisiti per accedere a questo sostegno economico in italia.

ADI: cosa è, chi ne beneficia e come funziona

Il reddito di inclusione (ADI) è una misura nazionale di contrasto alla povertà che mette al centro l’inclusione sociale e professionale. È condizionato al possesso di requisiti e all’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione lavorativa, orchestrato dai servizi sociali comunali in rete con altri soggetti pubblici e privati. L’ADI si articola in due parti: una quota A, che integra il reddito familiare fino a una soglia prevista, e una quota B, che sostiene i nuclei in affitto con contratto registrato.

Per accedere all’ADI, è necessario che i nuclei presentino un ISEE non superiore a 9.360 euro e che almeno un componente presenti una delle seguenti condizioni: disabilità, minorenni, età pari o superiore a 60 anni oppure una condizione di svantaggio certificata dai servizi sociali. L’importo mensile dipende dalla composizione familiare; in particolare, la quota A va da 190 a 780 euro al mese, mentre la quota B è di 150 euro al mese. Il beneficio è erogato per un periodo continuativo iniziale di 18 mesi e può essere rinnovatato per ulteriori 12 mesi, previa sospensione di un mese.

Nel 2026, l’accesso all’ADI resta compatibile con l’attività lavorativa, purché il reddito familiare non superi 6.000 euro annui, oppure 7.560 euro se nel nucleo convivono solo persone di età pari o superiore a 67 anni o componenti con disabilità grave non autosufficienza. È possibile combinare l’ADI con altre prestazioni sociali e con indennità legate a cure e assistenza. Un esempio pratico: in un nucleo di due persone, una con disabilità grave e indennità di accompagnamento e l’altra senza reddito, l’ADI potrebbe essere di 670 euro mensili (520 euro quota A + 150 euro quota B).

Per chiedere l’ADI, si presenta una domanda online sul portale INPS (accesso con SPID, CNS o CIE) oppure tramite gli istituti di patronato o i centri di assistenza fiscale. La domanda può essere presentata dal 18 dicembre 2023, e il beneficio decorre dal mese successivo alla sottoscrizione di un Patto di Attivazione Digitale (PAD), che va stipulato entro 30 giorni dalla domanda.

È utile ricordare che dal 2026 potrebbe essere richiesto un nuovo ISEE familiare per l’inclusione e che, in caso di rinnovo, la domanda segue le regole aggiornate. Per ulteriori dettagli su calcolo, requisiti e iter di accesso, consulta la sezione dedicata sul sito ufficiale

Domanda REI, REI e ADI: come si è evoluta la normativa

Il Reddito di inclusione (REI) è stata una misura universale condizionata all’ISEE, sostituita dall’ADI e dal Reddito di cittadinanza. Dal 1° marzo 2019, il REI non può più essere richiesto, ed è stato progressivamente dismesso. Per coloro che avevano già ricevuto il REI prima di aprile 2019, la gestione continua fino alla durata originaria, con possibilità di transizione al nuovo ADI. Il REI prevedeva una carta di pagamento associate a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, con requisiti di residenza, reddito e patrimonio differenti. Le regole, le soglie e i criteri di accesso hanno subito numerose modifiche nel tempo, culminando nell’assetto attuale in cui l’ADI sostituisce in modo strutturale il precedente strumento, garantendo al contempo integrazione con politiche sociali e misure di inclusione.

La domanda per l’ADI si può presentare presso il Comune di residenza o presso i punti di accesso indicati dall’amministrazione locale. Il sistema INPS gestisce l’erogazione e le eventuali modifiche, con supporto da parte di Poste Italiane per l’emissione della carta di pagamento. Per coloro che hanno già beneficiato del SIA, è possibile trasformare il SIA in REI o optare per l’ADI, a seconda dei requisiti. Le linee guida, le circolari e gli aggiornamenti sono disponibili nelle note ufficiali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’INPS.

Come funziona davvero nel 2026: requisiti, importi e iter

La nuova cornice normativa mantiene l’ISEE come elemento chiave di accesso, fissando una soglia generale di 9.360 euro, e richiede che almeno un componente sia in una delle condizioni previste (disabilità, minore, età minima o svantaggio certificato). L’ADI si sviluppa su due quote: quota A, che integra il reddito familiare fino a una soglia variabile tra 190 e 780 euro mensili, e quota B, pari a 150 euro mensili. Il periodo di fruizione iniziale è di 18 mesi, rinnovabile per altri 12 mesi secondo le regole vigenti nel 2026. L’integrazione economica è combinata con un percorso di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa gestito a livello locale.

Per accedere, i nuclei devono presentare una domanda REI online sul portale INPS o presso i centri di assistenza fiscale, avviare il PATTO DI ATTIVAZIONE DIGITALE e rispettare gli impegni del Progetto personalizzato predisposto dai servizi sociali comunali. Nel 2026, inoltre, l’amministrazione può prevedere nuove integrazioni al percorso di inclusione, come tirocini e percorsi di accompagnamento, finanziati anche dal Fondo sociale europeo nell’ambito del PON Inclusione.

Esempio pratico: se un nucleo di due componenti comprende una persona con disabilità grave e l’altra senza reddito, l’ADI può raggiungere 670 euro mensili, con una quota A di 520 euro e una quota B di 150 euro. Tale scenario illustra come le risorse vengano modulare in base alle condizioni personali e al patrimonio familiare, offrendo un supporto reale alle famiglie vulnerabili.

Per approfondire cosa significa sostegno economico e come si definiscono i requisiti di accesso, consulta le risorse ufficiali e riferimenti pratici disponibili sul web. In caso di dubbi sul domanda REI o sull’ISEE, rivolgiti al tuo Comune o al patronato di riferimento. Per ulteriori riflessioni sul quadro di domande e strumenti, visita anche le guide di riferimento disponibili in rete.

Tabella riassuntiva: elementi chiave dell’ADI

Componente Importo mensile massimo Descrizione
Quota A 190 – 780 euro Integrazione del reddito familiare in base alla scala di equivalenza
Quota B 150 euro Supporto per nuclei in affitto con contratto registrato
Durata 18 mesi iniziali, rinnovabile 12 mesi Rinnovi possibili previo controllo e sospensione di 1 mese

Domande frequenti sullADI e sul caricamento della domanda

Chi può richiedere l’ADI nel 2026?

Possono accedere i nuclei familiari con ISEE valido non superiore a 9.360 euro e almeno un componente nelle condizioni di disabilità, minore, 60+ anni o svantaggio certificato.

Qual è l’iter per presentare la domanda REI/ADI?

La domanda può essere presentata online sul portale INPS o presso i centri di assistenza, accompagnata dal PAD e dal Progetto personalizzato predisposto dai servizi sociali.

Quali sono le condizioni di compatibilità con il lavoro?

L’ADI è compatibile con l’attività lavorativa purché il reddito familiare non superi 6.000 euro annui (o 7.560 per particolari composizioni).

Dove trovare ulteriori dettagli pratici sull’ADI?

Consulta le guide ufficiali sul sito INPS e le risorse predisposte dai servizi sociali del Comune, oltre alle guide pubblicate sul web in materia di povertà e inclusione.